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E-commerce B2C in Italia nel 2018

E-commerce B2C in Italia nel 2018: a che punto siamo?

Nel 2018 in tutto il mondo sono stati spesi oltre 2500 miliardi di euro per acquisti online con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. USA, Europa e Cina sono i mercati più forti, arrivando a coprire insieme l’85% del volume totale, con la Cina che si distingue sopra tutti per fatturato (1000 miliardi di euro) ma si allinea agli altri due per tasso crescita e penetrazione.

All’interno del contesto europeo, l’Italia si pone come un mercato ancora in fase di sviluppo con una spesa di circa 27.5 miliardi nel 2018, a fronte dei 110 miliardi del regno Unito o degli 82 miliardi della Germania. Se la penetrazione risulta molto più bassa rispetto agli altri Paesi, nel nostro Paese è stato registrata una crescita del 16% del volume di acquisti online. Un segnale sicuramente positivo, che lascia ben sperare per il 2019.Attraverso i dati statistici raccolti, è possibile definire un profilo del webshopper italiano, che ha le seguenti caratteristiche:

  • Il 63% ha un’età compresa tra 25 e 54 anni
  • Il 54% sono uomini
  • Il 46% abita al Nord, il 20% al Centro e il 34% al Sud
  • Il 92% è acquirente abituale (ovvero, almeno un acquisto al mese) e nel 2018 ha speso una media di 1400 €/cad.
  • Il numero degli acquirenti abituali nel corso dell’ultimo anno è cresciuto dell’11%.

La maggior parte dei webshopper in Italia acquista da siti italiani, mentre una percentuale più circoscritta, pari al 24% del totale, si rivolge a mercati esteri, principalmente altri Paesi europei, USA e Cina. La maggior parte degli acquisti riguarda prodotti, in particolar modo del settore informatico ed elettronico, mentre i servizi più acquistati riguardano il turismo ed i trasporti da siti esteri . Nel 2018 gli Italiani hanno speso 50 milioni per i servizi con una spesa media di 230 € ad acquisto e 230 milioni per i prodotti con una media di 70 € ad acquisto. Se ne deduce, quindi, che vengono spesi meno soldi per i servizi, ma ciascun acquisto ha una cifra più alta; mentre l’acquisto di prodotti è più frequente, ma le cifre spese sono più contenute.

Nel 2018 il desktop rimane il device più utilizzato (62%), ma si registra una crescita continua dello smartphone, oggi utilizzato dal 31% degli utenti che acquistano online. Un dato indicativo da tenere in considerazione e che indirizza gli operatori a puntare sulla creazione di siti responsive e app dedicate all’e-commerce.

Non solo, secondo le stime l’uso dello smartphone per gli acquisti continuerà a crescere e arriverà a toccare il 50% tra il 2021 e il 2022. La modalità di pagamento più scelta continua ad essere la carta di credito (64% degli acquirenti), seguita da Paypal (32%). Altri metodi stanno cominciando a diffondersi, come i pagamenti diretti dal conto corrente bancario e gli eWallet, mostrando un potenziale da non ignorare.

L’Italia è ancora lontana dai principali mercati europei, per superare questo gap è necessario investire sul potenziamento e il miglioramento delle iniziative già avviate. Nel 2018 il 75% dei primi 300 retailer per fatturato è presente online con un proprio sito e-commerce, ma in molti casi manca un modello di business specifico. Senza una gestione efficiente ed efficace dei processi e delle attività aziendali legate alla vendita online, le aziende stesse non possono che avere una visione parziale del proprio business. Noi di Nubess siamo in grado di venire incontro a questa esigenza e fornire gli strumenti, sia lato software che di consulenza strategica, per poter avviare un processo di ottimizzazione e crescita per il mercato e-commerce B2C.